La storia non fai male specialmente se si vuole praticare un arte cosi importante.
Storia Internet negli ultimi anni si è infiltrato capillarmente nelle nostre vite, ma gli hackers esistono da ancora prima. Secondo alcuni, il loro avvento è degli anni 60, quando nei campus americani gruppi di giovani (fra cui due futuri fondatori della Apple!) distribuiscono opuscoli e kit (le celeberrime Blue Box) per la diffusione di tecniche di pirateria telefonica. E' il primo esempio di phreaking, cioè l'hackeraggio telefonico, che esegue chiamate senza pagarle, sull'onda del mitico Captain Crunch, al secolo John Draper, il quale scoprì che un fischietto omaggio trovato nei cereali Crunch emetteva un un suono tale da "imbrogliare" i centralini, per telefonare gratis ovunque (ancora si vocifera di una telefonata al Vaticano spacciandosi per Kissinger...)! Era un ambiente in cui venivano incoraggiate le offese politiche al sistema, l'abbattimento di ogni potere costituito e la negazione di qualsiasi autorità a persone di più di trent'anni: obiettivi importanti erano l'acquisizione di "conoscenza" e di "esperienza" attraverso il ritorno alla natura e alla padronanza della tecnologia. Negli anni '80, dopo il successo mondiale del film "Wargames", molti giovani rimangono affascinati dalla figura dell'hacker. Il film contribuisce a diffondere l'immagine dell'hacker come di un criminale cospiratore. Gli hacker di questa generazione sono stati etichettati, in modo dispregiativo, cracker dalla generazione successiva poiché si trattava, di solito, di hacker che facevano irruzione nei sistemi informatici per distruggere e manipolare informazioni, o anche per copiare e rivendere programmi. Il mondo sotterraneo dell'informatica è sempre stato percorso da fragili tensioni di superficie: in questo caso, perciò, tra hacker e cracker è rimasto un sostrato di ostilità interne a livello ideologico. La terza generazione di hacker ha resuscitato l'originale ideologia e il linguaggio degli anni Settanta: si fanno chiamare anche "liberatori dell'informazione". La differenza con i loro ispiratori sta probabilmente nel fatto che negli anni '70 nessuno aveva paura degli hacker, visti più come cervellotici buontemponi che altro, mentre al giorno d'oggi la parola hacker viene diffusa dai media quasi sempre come sinonimo di criminale informatico. Anche perché a screditarli dall'interno, oltre ai cracker, ci sono gli insider, veri e propri autori di truffe e i lamer, dei buontemponi - perlopiù ragazzini - che scaricano dalla rete ogni sorta di virus e trojan e poi li usano senza sapere bene come funzionino!